#fiumeinpiena, 16 novembre 2013

Grazie a Oltrecielo.com e a Luigi Scaglione per supportarci sempre!

Grazie a Oltrecielo.com e a Luigi Scaglione per supportarci sempre!

Lo scorso 26 settembre scrivevamo un post in merito a La Terra dei Fuochi, che recitava così:

Ciò che vogliamo fare è non stare ad aspettare ulteriormente, cercare di proporre qualcosa di innovativo per costringere chi di dovere a svegliarsi dallo stato comatoso in cui, vuoi per comodità, vuoi per interesse, riversa da oltre 20 anni. Non sappiamo come fare, per ora ci pare doveroso segnalare tutte le iniziative che attivisti e associazioni dei territori in questione stanno organizzando: fiaccolate con migliaia di persone, invisibili ai media nazionali e invisibili anche a chi, da vicino, continua a fingere di ignorare il problema. Vogliamo fare qualcosa uniti a tutti coloro che hanno a cuore questa amara questione, cercando di fare rete: una rete unita e compatta, campana e non solo, che bypassa le differenze di scopo e metodo per stringersi intorno ad un macro obiettivo che ci vede tutti uguali: preservare la nostra salute e la nostra terra.

L’abbiamo scritto perché abbiamo sentito l’esigenza di metterci in gioco e supportare l’iniziativa che Raniero già da mesi stava provando a costruire. Mesi di assemblee e di partecipazione, mesi in cui ci ha aggiornato con l’entusiasmo che lo contraddistingue. Mesi che ci hanno portato a riflettere sulla situazione campana e su noi stessi: vederci così “piccoli” ad occuparci di educazione ambientale, cittadinanza attiva, rispetto dei beni comuni o addirittura smart cities, quando intorno a te sai che c’è l’apocalisse.E lo sai. E ci convivi.
E continui a parlare ai bambini di compostaggio o di biciclette, perché è più forte di te, non ti vuoi arrendere.

E poi. Un #fiumeinpiena.
Un mese e mezzo intensissimo, fatto di assemblee, confronti, scontri, compromessi, telefonate, gruppi su facebook, comunicati notturni, cds (che non è più solo l’abbreviazione di Città della Scienza), fogli da sbobbinare, database da costruire, video da uploadare. Un mese e mezzo in cui abbiamo conosciuto tanti ragazzi provenienti da esperienze diverse, nuovi amici e compagni di percorso, diversi, ma uguali a noi, tutti accomunati dall’amore per la nostra terra, dalla voglia di giustizia nel rivendicare i nostri diritti fondamentali, dalla caparbietà nel difendere l’ambiente per difenderci.
Un mese e mezzo in cui il nostro obiettivo è stato costruire insieme una rete per gridare stop biocidio, per ribadire che non si tratta di un problema locale, ma di un problema nazionale, le cui basi si affondano in un sistema socioeconomico insostenibile e anti-umano.

E dopo un mese e mezzo, sabato 16 eravamo in piazza Mancini. Sotto la pioggia battente, quasi un’ulteriore prova di forza, un’ulteriore sfida della natura a noi uomini che l’abbiamo massacrata. Dopo una notte quasi insonne, “una notte prima degli esami”, in cui euforia e preoccupazione si sono alternati incessantemente. E da piazza Mancini inizia il corteo; un #fiumeinpiena di cui ci ritroviamo ad essere la testa e a mantenerne lo striscione, senza renderci nemmeno conto della moltitudine di gente che ci segue, delle migliaia di vite ed esperienze che si sono incrociate in quelle ore. Una manifestazione pacifica e apartitica, una manifestazione della gente, una manifestazione politica perché: “L’uomo è per natura un animale politico. E la natura non fa nulla di inutile” citando Aristotele, come nel nostro primo comunicato dell’11.06.11.

E poi una volta a piazza Plebiscito gli interventi, fulcro dei contenuti che ruotano attorno alla manifestazione e alla piattaforma nata dalle proposte dei cittadini che è scaricabile dal sito, perché è possibile e necessario un modello ambientale opposto a quello che ha determinato la devastazione alimentata dall’intreccio tra camorra, malapolitica e imprenditoria disumana.

Presenze importanti come Medici per l’Ambiente, Zanotelli, la testimonianza delle mamme del triangolo della morte che hanno perso i propri figli, la madre di Cristian d’Alessandro, attivista di Greenpeace prigioniero in Russia, napoletano e nostro coetaneo che sarebbe stato sicuramente sul palco con noi per gridare stop al biocidio e che non vediamo l’ora di riaccogliere in città.

Emozioni irripetibili, stanchezza infinita, soddisfazione, speranza. E tanta voglia di riprendere a lavorare per questa causa perché è una sfida troppo importante che non possiamo tralasciare né sminuire.
E a chi ci chiede come mai non c’era uno striscione CleaNap alla manifestazione, la risposta è semplicissima: noi siamo un #fiumeinpiena

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